Monte Acuto: una giornata da lupi sulle tracce del lupo!

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Acuto

Domenica, date le pessime condizioni del tempo, siamo andati in missione meteo al Rifugio Sarzana per verificare gli accumuli della stagione.

Partiamo dal Passo del Lagastrello con tanta nebbia, in un clima tenebroso pienamente invernale, non è freddissimo e, come sempre, le soste per togliersi l’abbigliamento pesante sono inevitabili. C’è un bello strato di neve fresca caduta due giorni prima ma per fortuna qualcuno è già passato e c’è una bella traccia. La camminata con le ciaspole è piacevole e in un’ora abbondante raggiungiamo il Rifugio Sarzana e il lago ghiacciato del M. Acuto. Si nota fin da subito che l’accumulo è notevole, due metri ci sono tutti ma il nostro meteorologo Alberto ci fa notare come non è un eccezionalità per il nostro amato appennino ma semplicemente un buon inverno.
Saliamo ora diretti verso la sella del M. Acuto, la nebbia ci lascia scorgere qualcosa: un pezzo di parete dell’Alpe qua e un pezzo di crinale là ma subito dopo il bianco riavvolge tutto! Ci imbattiamo in due coraggiosi alpinisti bolognesi diretti alla Punta Buffanaro e raggiungiamo il crinale insieme, non sappiamo bene dove ma sicuro siamo sul crinale… un bel vento forte ci da il benvenuto.
Decidiamo di procedere lungo il crinale aspettando magari un miglioramento del tempo, Alberto ce lo aveva promesso per le 12, anche se ormai è mezzogiorno passato e come è facile intuire il miglioramento non arriverà…
Raggiunta la parte più impegnativa, qualche roccetta e la cresta più sottile, voltiamo i tacchi e seguendo le nostre tracce e quelle di un lupo ritorniamo sui nostri passi. Decidiamo di concederci la cima del M. Acuto che per noi è semplicemente un punto elevato nella nebbia ma sempre una vetta è! Scendiamo dal versante N/NE lungo una cresta, quindi su un pendio carico di neve fino ad incrociare il sentiero che ci porta in un’ oretta alla macchina al Lagastrello.

Certo non è stata una grande giornata ma in montagna anche il brutto tempo ha il suo fascino.

 


 

Appenninismo

Scritto da

REDclimber

FEDERICO ROSSETTI: Scalo, fotografo, racconto. Ho sognato REDclimber in una piovosa giornata d’autunno, correva l’anno 2012. Da allora ho trasformato la passione per la montagna in una ragione di vita. Dall’Appennino, terreno prediletto tra ghiaccio e macigno, alle Alpi spinto dalla voglia di ricerca, riscoperta e avventura. Mi dedico a raccontare le montagne dal blog alle pubblicazioni editoriali. Uno dei miei progetti è « Vie normali Valle d’Aosta », salire tutte le 1226 cime della Valle d’Aosta e pubblicare una collana di 8 guide escursionistiche – alpinistiche. Nel 2020 ho fondato Mountain Communication, un’agenzia di comunicazione che si occupa di valorizzare realtà legate al mondo della montagna.

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