Tre giorni sul Catinaccio

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Catinaccio

Questa settimana (la prima di agosto) la aspettavo da mesi, niente lavoro! e nella mia mente sognavo qualche bella cresta o via di misto sulle Occidentali. E’ da questo inverno che con Alberto si fantastica e progetta sulle mete estive, ad ogni uscita, indipendentemente dalla meta o dal contesto, l’argomento saltava fuori… 
Se infatti quest’inverno abbiamo girato in lungo e in largo il nostro Appennino salendo anche impegnative vie, acquistando grande familiarità con neve e ghiaccio, le Alpi è inutile negarlo sono un’altra cosa!! Arriva cosi la settimana prima, io sono in Dolomiti con l’Ele e aspetto con ansia notizie sul meteo da Alberto. Purtroppo queste non sono incoraggianti e i messaggi non lasciano dubbi: zero termico alto e grande instabilità, soprattutto pomeridiana. Progetti e sogni rimandati!

Qualcosa però vogliamo fare e con Alberto si decide per un paio di giorni sul Catinaccio in Dolomiti. Prima di partire non sappiamo bene cosa faremo, sicuramente però saliremo le Torri del Vajolet.

TRE GIORNI IN DOLOMITI

di Federico Rossetti

  • 1° giorno: Rifugio Vajolet

Giornata tranquilla, partiamo col calma da Parma e con altrettanta calma raggiungiamo Pozza di Fassa. Sosta a casa di Antonio che ci fornisce qualche consiglio e indicazione per le nostre arrampicate oltre alla sua guida del Catinaccio. Prendiamo il pulmino (un po’ caruccio!!) e saliamo al Gardeccia dove ad attenderci c’è un po’ di pioggia. Breve sgambettata e siamo al Vajolet. Il contorno è spettacolare e già spuntano le torri!


  • 2° GIORNO: Torri del Vajolet

Gran bella giornata, sveglia presto forse anche troppo ma memori della pioggia del giorno prima meglio cosi. Dopo una veloce colazione ci avviamo verso il Rifugio Carlo Alberto. Saliamo col solito passo dell’ “appena svegli”, tranquillo, non c’è fretta e ci piace guardarci intorno. Alle sette siamo già al Re Alberto, breve sosta e poi via verso l’attacco. Siamo i primi e non ci dispiace, anzi, per ora non c’è nessun altro, meglio ancora! Saliamo il ghiaione, superiamo la piccola Torre Piaz e arrampichiamo facilmente lungo lo zoccolo delle torri fino a un comodo terrazzino, l’attacco dello spigolo.

Ci imbraghiamo e si parte, il primo tiro dovrebbe essere il più difficile con un passo di IV/IV+, vado io. Primo approccio con la dolomia positivo, nonostante il freddo (il sole non ha fatto ancora capolino) e il solito primo tiro da freddi arrampico bene. Il secondo tiro è espostissimo, si ci sposta nella parete Ovest quindi si sale lungo lo spigolo, bello (foto a sinistra)! Degli ultimi due tiri non ho ricordi particolari, a parte l’ultimo su roccia non troppo bella… L’arrivo in vetta è sempre di soddisfazione. Foto e via con le doppie lungo l’intaglio tra le due torri. Con l’ultima doppia arriviamo nei pressi di una lapide. Scendiamo disarrampicando alla ricerca dell’attacco della Fehrmann ma non capiamo bene dove sia. Da una relazione in nostro possesso si attacca proprio in corrispondenza della lapide cosi torniamo sui nostri passi. Parto ancora io, salgo cercando di traversare verso destra per raggiungere l’evidente diedro. Alla fine trovo la sosta e recupero Alberto. Secondo tiro va Alberto e io lo seguo senza problemi. Il terzo è il tiro chiave, da sotto fa un poco spavento. In realtà il tiro è bellissimo con arrampicata da manuale lungo un diedro inizialmente leggermente strapiombante (foto a destra). Lo supero con un po’ di fatica, è un bel IV+ di quelli veri e continui, ma bellissimo! Altri due tiri con arrampicata divertente e siamo in vetta. Ancora le doppie, queste belle strapiombanti e siamo giù. Ci sarebbe il tempo di salire anche la Vinkler ma siamo appagati e il tempo non promette proprio bene, cosi ci avviamo verso il rifugio per un piatto di pasta.
 
C’è ora da decidere cosa fare il giorno dopo. Le possibilità non mancano, decidiamo che, se c’è posto al Vayolet, saremmo rimasti su. Scendiamo cosi lungo il “trafficatissimo” sentiero verso il rifugio e li la buona notizia: il posto c’è. Aspettiamo la cena studiando la guida del Catinaccio di Antonio e decidiamo la meta del giorno successivo: la cresta Sud del Catinaccio.

 

Itinerario: salita alla Torre Delago per lo Spigolo SO e alla Torre Stabeler per la via Fehrmann
Tempo: complessivamente 8.30 h
Quota arrivo: 2805 m (Torre Stabeler)
Dislivello: +/- 690 m (complessivi)
Difficoltà: IV+ (D)
Giudizio: *****

 


3° GIORNO: Catinaccio
Partenza presto, vogliamo evitare i possibili temporali e poi c’è da tornare a casa. Dal rifugio scendiamo lungo i tornanti, quindi iniziamo a costeggiare la spettacolare parete Est del Catinaccio.
Saliamo il pendio erboso, quindi sotto la parete prendiamo una cengia che si fa poi canale e risale la parete. Alla sella indossate scarpette e imbrago, partiamo. Saliamo slegati, l’arrampicata è facile, II° con forse passi di III. Procediamo senza problemi con arrampicata divertente. Aggiriamo un torrione e arriviamo alla cresta a pettine. Qui la cresta è sottile con roccia non troppo buona, anzi grossi blocchi in bilico. Per precauzione ci leghiamo per un tiro di corda. Superiamo questo tratto delicato e su terreno più facile raggiungiamo la base dei tiri “più difficili”. Procediamo a tiri. Il primo è di Alberto. Il secondo è mio, il tiro chiave (c’è pure una chiave attaccata nella roccia!). Nella guida di Antonio si parla di questo tiro (IV/IV+) come 8 metri su cui più di un alpinista gradisce attaccarsi spasmodicamente ai chiodi. Parto e salgo senza problemi (foto a destra), recupero Alberto e continuiamo. Procediamo ancora legati per due/tre tiri con passi di III/III+ su roccia non proprio bella. Ci sleghiamo e saliamo l’ultimo tratto lungo ma più facile fino in vetta (I° e II°). In cima, grossa croce e bellissimo panorama (foto sotto). E’ presto e non c’è ancora nessuno.
Scendiamo lungo la normale, prima lungo la cresta disarrampicando (passo di III° su una placchetta) quindi giù per la parete Ovest. La roccia è molto bella, appigliatissima (un altro mondo rispetto alla cresta Sud) e si scende senza problemi arrampicando (II° e un passo di III°). Scendiamo in doppia l’ultimo tratto, un camino di III° levigato. Arriviamo sul ghiaione, superiamo un nevaio, pochi minuti e siamo al Passo e al Rifugio Santner, chiuso forse per ristrutturazione. Ammirando le torri (del Vajolet) e gli arrampicatori sullo Spigolo e la Fehrmann raggiungiamo il Rifugio Re Alberto. Mangiamo qualcosa e poi giù al Vajolet e poi al Gardeccia dove prendiamo il pulmino per Pozza.

Itinerario: salita al Catinaccio Rosengarten per la Cresta Sud discesa per la normale
Tempo: complessivamente 8.30 h
Quota arrivo: 2984 m (Catinaccio)
Dislivello: + 858 m, -1149 m
Difficoltà: IV (AD)
Giudizio: ****

 


Scritto da

REDclimber

FEDERICO ROSSETTI: Scalo, fotografo, racconto. Ho sognato REDclimber in una piovosa giornata d’autunno, correva l’anno 2012. Da allora ho trasformato la passione per la montagna in una ragione di vita. Dall’Appennino, terreno prediletto tra ghiaccio e macigno, alle Alpi spinto dalla voglia di ricerca, riscoperta e avventura. Mi dedico a raccontare le montagne dal blog alle pubblicazioni editoriali. Uno dei miei progetti è « Vie normali Valle d’Aosta », salire tutte le 1226 cime della Valle d’Aosta e pubblicare una collana di 8 guide escursionistiche – alpinistiche. Nel 2020 ho fondato Mountain Communication, un’agenzia di comunicazione che si occupa di valorizzare realtà legate al mondo della montagna.

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