Baiarda – Una Montagna al Mare

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Baiarda - Una Montagna al Mare

BAIARDA – UNA MONTAGNA AL MARE

di Federico Rossetti

 

 

15 dicembre 2014

Dopo un’estate così così le aspettative per l’inverno erano tante! Di notte c’è chi conta le pecore, c’è chi si dispera per amore, io sogno canalini ghiacciati e nuove salite! Da un paio di settimane però la stagione fa i capricci. Il tempo fa letteralmente schifo, in pianura spiovicchia tra le nebbie e in montagna dominano il caldo e i prati verdi! Dov’è l’inverno? C’è caldo! Voglio la neve, il freddo, le piccozze, il ghiaccio!! Ormai in completa astinenza della giusta dose di montagna.

Una settimana fa le nostre care previsioni meteo avevano intravisto l’arrivo del freddo e della neve. Puntualmente smentite, ci consoliamo con il sole, in attesa di tempi migliori. Le opzioni variano tra la vista dei due fiocchi caduti al Lago Santo, una ciaspolata sulle Alpi (…) e un’arrampicata da qualche parte. Decidiamo per quest’ultima, in particolare per la Baiarda. La conoscevo ma non c’ero mai stato. Letta la relazione della via classica mi convinco della bontà della scelta e si parte. Siamo io, Alberto e Giacomo.

Arriviamo a Genova verso le 10 e saliamo al paesino di Acquasanta dove parcheggiamo nei pressi della stazione. La relazione riporta: “si entra nella stazione e si segue il marciapiede verso sinistra…”, così facciamo ma non troviamo nè attraversamenti nè tanto meno una mulattiera. Grazie alle indispensabili indicazioni di arrampicatori locali individuiamo il nostro sentiero, una piccola apertura nei fitti rovi e iniziamo a salire.

Superiamo le ultime case e ci inoltriamo nella valle del Rio Baiardetta, dimenticandoci velocemente di essere a pochi chilometri dal mare e dalla caotica Genova. La salita è faticosa ma su comodo sentiero e in poco meno di un’ora siamo all’attacco della nostra via, la cosiddetta Placca di Ubaldo.

Ci alterniamo al comando della cordata, superando in successione dopo la Placca di Ubaldo lo Sperone delle Clessidre, il Diedro del Tranviere, la Via dei Camini e il Gran Diedro Gozzini. La via è a tratti discontinua ma dove si arrampica, e si arrampica!, la roccia è bella e l’arrampicata pure lungo diedri e fessure.

Dal termine della via raggiungiamo la vetta, quindi la cappella della Baiarda dove godiamo di bella vista su mirabili capolavori dell’uomo, il porto di Genova con il relitto della Costa Concordia e numerose esempi di spettacolare archittettura moderna.

Un’oretta e siamo di nuovo ad Acquasanta. La via merita, arrampicata mai difficile per diedri e fessure di ottima roccia. Chiodatura un po’ eccessiva per i miei gusti. In realtà è presente dove serve e non abbondante ma la via sale per così bei diedri e fessure che sarebbe veramente facile proteggersi con protezioni veloci. La salita sarebbe più impegnativa ma altrettanto più goduriosa (giudizio personale!).

Il viaggio di ritorno scorre tranquillo, non prima di aver assolto al nostro tradizionale passatempo dopo le giornate in montagna: la visita ai centri o alle periferie delle città italiane. Questa volta la visita turistica (non voluta) è stata al porto di Genova tra sopraelevate, scavi sotterranei e grattacieli: voto 8.

Aspettando l’inverno, proprio una bella giornata che, se non altro, mi ha fatto capire che bisogna prendere quello che viene. Se non c’è la neve e il freddo latita a dicembre, si arrampica! L’inverno poi, almeno in montagna, non manca mai, quando arriverà, saremo pronti!!!

LA RELAZIONE DELLA SALITA QUI

 

 

 

Baiarda - Una Montagna al Mare

Si parte

Baiarda - Una Montagna al Mare

Diedro del tranviere

Baiarda - Una Montagna al Mare

Gran Diedro Gozzini (foto G. Guidetti)

Baiarda

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