Piazze e piazzole: il prezzo della comodità in falesia

0

Se uno dice “piazza” pensa alla città. In montagna possiamo trovare vie di roccia, ripiani, terrazze balconi o corridoi naturali… ma una piazza naturale no, quella ci suonerebbe male per la connotazione troppo urbana di questa parola. Avremo però senz’altro incontrato una parente della piazza, la piazzola: ad esempio quelle per l’atterraggio degli elicotteri, vicino ai rifugi o a pareti molto frequentate.

Falesie Comode - Massone

La falesia di Massone (Arco)

La piazzola negli ultimi anni si è molto diffusa anche alla base delle falesie. In modo del tutto analogo a quanto avveniva coi terrazzamenti o alle carbonaie nei boschi, la pendenza del terreno viene artificialmente annullata: in questo caso non per lavorarlo meglio, ma per renderlo più comodo agli arrampicatori. Non sono così frequenti le pareti con un bel prato alla base, specialmente quelle calcaree a bassa quota; questi lavori di pulizia, spesso impegnativi, puntano a farci trovare palestre di roccia su misura per le nostre esigenze, dove possiamo “apparecchiare” tutti i nostri zaini, portacorde, lasciare giocare i bambini, i cani, o parcheggiare amici che non arrampicano su una seggiola a leggere.

Esempi di falesie che hanno subito questo trattamento ce ne sono un po’ ovunque: famose sono Massone ad Arco, Pasticceria in valle dell’Opol, organizzate quasi a mo’ di grandi scalinate; persino sulle ripidissime e sgangherate Alpi Apuane si è sfidata la pendenza ricavando un mini-spiazzo sotto il nuovo settore Zeus alla Gabellaccia. E chissà quante altre ne sto dimenticando.

La falesia Pasticceria (Valle dell’Opol)

Nelle ultime settimane è stata risistemata con questo criterio anche una falesia che si chiama proprio Le Piazzole, presso Padaro (Arco). In un post della pagina FB di Garda Trentino vengono pubblicate immagini dei lavori, in cui si vedono le piattaforme di legno con struttura in ferro rinforzate all’interno da massi interrati e montate a ridosso della roccia; una foto ritrae un operaio con il martello pneumatico che “lima” una sporgenza per ottenere più spazio sulla piattaforma, in un’altra compare l’elicottero che scarica il materiale (la falesia si trova a 30 minuti di cammino dal parcheggio). A lavoro finito si spera che le piazzole non restino a vista ma vengano per quanto possibile mimetizzate con terra e sassi come nelle altre falesie sopra citate… Non si può però mimetizzare tutto l’impatto di un intervento simile: viaggi di elicottero, ferro, travi, sbancamenti, roccia spaccata… il tutto per regalarci giusto un po’ di comodità in più!

Io penso che tutti, ma soprattutto noi arrampicatori e amanti della montagna in generale, dovremmo fare lo sforzo di modellarci a seconda dell’ambiente naturale, non modellarlo in modo così pesante sulla base dei nostri bisogni. Un conto sono minimi lavori di consolidamento del terreno, un conto sono cantieri in piena regola. Se questi trattamenti stanno diventando sempre più frequenti, è perché le falesie così conciate ricevono tante visite, hanno successo… in valle dell’Opol da quest’anno si paga il parcheggio, e forse non è così remota l’ipotesi che prima o poi si pagherà un ticket per accedere a molte di queste falesie migliorate, certificate, sempre più simili alle palestre di arrampicata indoor che troviamo in città.

Quello che possiamo fare è sforzarci a cercare posti nuovi – che a volte nuovi non sono, ma semplicemente dimenticati – posti diversi da quelli dove vanno tutti; siamo arrampicatori, magari nel contempo turisti che danno un contributo anche minimo all’economia del luogo, non diventiamo banali consumatori di roccia. Se già tutti i giorni ci tocca svolgere un lavoro monotono e sempre nello stesso identico luogo, non torniamo negli stessi identici luoghi pure nel nostro tempo libero! Cambiamo, usiamo la fantasia per non renderci pedine prevedibili di un mercato in costante crescita, ma che proprio in quanto mercato non guarda in faccia nulla e nessuno. La roccia in giro è ancora tantissima: intanto che è ancora gratis, scegliamo quella che non ha già una piazza davanti o tutto intorno.

A volte si può stare comodi anche nello scomodo...

A volte si può stare quasi comodi anche dove tutto sembra scomodo!

Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

Nessun commento

Salita Consigliata