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[CANADA USA TRIP – DAY 1] : VANCOUVER BYE BYE – IN VIAGGIO VERSO LE MONTAGNE

by REDclimber
6 minuti di lettura

Non è facile dopo sei mesi lasciare Vancouver, i nuovi amici, le biciclette, i lungomari, i cibi esotici, la nostra casa, i tramonti sul mare, i grattacieli e la vista sulle montagne. Fortunatamente il trauma è rapido e indolore, entrambi lavoriamo fino all’ultimo e la preparazione di viaggio e valigie ci prendono tutto il tempo libero, facendoci dimenticare, almeno per il momento, quello che stiamo per lasciarci alle spalle. Senza accorgercene arriva il 31 agosto, le valigie sono pronte, il piano di viaggio definito e la macchina carica. In realtà non è carica ma carichissima!! Abbiamo tutto il necessario e pure qualcosa in più, io non ho rinunciato a picche, corde e ramponi nella cieca illusione di qualche possibile salita ed Eleonora ha 35 vestiti diversi per i 35 giorni di viaggio che ci attendono!

Il nostro bagaglio

Il nostro bagaglio

E così si parte. Vancouver ci saluta nello stesso modo in cui ci aveva accolto: piove, anzi diluvia! Imbocchiamo la strada che attraversa Stanley Park in lieve salita tra la sua folta e sempre verdissima foresta, ci godiamo l’ultima vista della città dal Lions Bridge e finalmente siamo in strada direzione Juniper Beach dove abbiamo prenotato il primo campeggio a metà strada tra la città e le Rockies. Ci aspettano poco meno di 400 km lungo la Trans Canada Highway, un’autostrada che attraversa tutto il paese dal Pacifico all’Atlantico.

Il viaggio scorre tranquillo, accompagnato dal tintinnio della pioggia sul vetro, e il traffico è inversamente proporzionale all’allontanarsi dalla città. Giunti ad Hope, una piccola cittadina a 150 km da Vancouver, lasciamo l’autostrada per seguire la strada panoramica lungo il Fraser Canyon. La pioggia non dà tregua anzi sembra introdurci in questa nuova dimensione dove la natura è la sola e unica regina e noi siamo dei piccoli camminatori di passaggio sulle sue terre selvagge. Quando il canyon si stringe forma uno spettacolare orrido, l’Hells Gate (Porta dell’inferno), ma la strada ancora lunga, la pioggia battente e la funivia chiusa ci fanno desistere dall’avventurarci nella gola. Poco dopo veniamo colti dal buio; viaggiare di notte per strade sconosciute è affascinante ma quasi pauroso, i paesi sono pochissimi e solo i fari di qualche macchina ci ricordano di non essere soli. Curva dopo curva lasciamo il canyon e le foreste, non prima di aver assistito impotenti allo ‘spettacolo’ di fuoco e fiamme di un gigantesco incendio che  divampava sulla montagna di fronte a noi.

L'incendio nei pressi di Lytton

L’incendio nei pressi di Lytton

Passiamo il paese di Lytton che per le statistiche è il posto più caldo del Canada ma per la cronaca, mentre lo attraversiamo lungo le sue strade deserte, piove e fa anche freschino. Procediamo in direzione di Cache Creek lungo la riva del fiume Thompson alla tiepida luce dei fanali che ci lascia a tratti intravedere le forme e i contorni arrotondati delle colline del paesaggio semi desertico che dovremmo avere di fronte. Finalmente raggiungiamo il nostro campeggio nel Juniper Beach Provincial Park dove siamo accolti da una simpatica signora di chiare origini irlandesi, la guardiana/custode che ci mostra la nostra piazzola per la notte. Alla luce della frontale montiamo la tenda, ci infiliamo nei sacchi a pelo e ci abbandoniamo al sonno. Il piacere del riposo è breve,  siamo presto svegliati dallo stridulo rumore delle frenate di un lunghissimo treno merci che sembra voler entrare direttamente nella nostra piccola tenda e nelle nostre teste. Purtroppo non sarà né il primo né l’ultimo. Treni a parte, la notte scorre tranquilla e al mattino aprendo la porta della nostra piccola tenda veniamo catapultati in un nuovo mondo fatto di colline scure e disabitate e una bassa vegetazione dal colore giallastro in una pace quasi irreale interrotta solo dal fischiare dei treni dai colori sgargianti.

Risveglio

Risveglio

Colazione e siamo già in marcia, il programma della giornata è pieno e il tempo poco: 400 km in macchina per raggiungere il Mount Robson National Park e il trekking a piedi verso il Berg Lake. Ci lasciamo alle spalle le zone semi desertiche per immergerci nelle ridenti colline che circondano il Kamloops Lake in un perenne contrasto tra il verde acceso dei campi coltivati e l’ocra dei dolci pendii che si gettano nelle acque del lago. La strada affronta tortuosa la sponda meridionale fino ad incontrare le prime ciminiere che indicano il confine orientale della città di Kamloops, la prima vera e grande città che incontriamo dalla nostra partenza. Qui lasciamo l’Highway 1 che si dirige verso Est, Banff e il Lake Louise per puntare verso Nord lungo la strada numero 5. I boschi e le foreste tornano presto a prendere possesso del paesaggio in una monotonia infinita, interrotta solo dalle cime più alte e dalla lunga linea di asfalto che le contorna e attraversa. Purtroppo inizia a piovere e le nuvole grigie che nascondono le montagne non prospettano nulla di buono. Un po’ preoccupati per dover rinunciare al nostro trekking maciniamo chilometri sulla larga strada a due corsie e verso l’ora di pranzo siamo in vista delle tanto agognate montagne che ci salutano con qualche raggio di sole facendoci tornare il buonumore.

Continua….

I lunghi treni lungo la Thomson Valley

I lunghi treni lungo la Thomson Valley

TAPPA SUCCESSIVA: MOUNT ROBSON PROVINCIAL PARK E BERG LAKE TRAIL (foto)

 

 

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