Carnia – Una montagna da scoprire

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La Carnia, terra friulana nelle Alpi Carniche, ricca di storia e tradizioni, al confine tra Italia e Austria, solcata da profonde valli tra severe montagne, belle e selvagge come poche altre, ma pochissimo conosciute rientrava da tempo nei posti da vedere. Così accetto ben volentieri l’invito di BlogCarnia, un Blog tour promosso da GAL Euroleader e organizzato da Informest Consulting: occasione ideale per scoprire posti nuovi e salire qualche bella montagna.

 

Carnia

Carnia

 

Arriva aprile e con esso l’ora di partire, direzione Friuli. Parto presto e approffitto della mattinata per una veloce visita ad Udine, città del lontano Nord – Est, nella mia ignoranza nota solo per la squadra di calcio e un mancato concerto dei Red Hot Chili Peppers un paio di anni fa. Mi diverto a girovagare senza meta alla scoperta di questa piccola città, perdendomi tra i palazzi storici e i baretti nelle strette stradine del centro. Con un gelato in mano salgo il ripido stradello che conduce alla piazzetta sommitale del castello e approfitto di una panchina per ammirare il panorama sulla città e le montagne circostanti. Ora splende un bel sole, dopo il breve accquazzone che mi aveva accolto, e mi abbandono alla lettura delle immancabili guide dei Monti d’Italia: Alpi Carniche – Volume I e II. La collana è la migliore delle guide di montagna, e anche questi volumi non si smentiscono. Il tempo passa senza accorgermene tra montagne, cime mai sentite, guglie e pareti incredibili dal Monte Coglians con le sue pareti di calcare di 1000 m, alla Creta di Cjanevate con le sue torri al Monte Canale, al Monte Avanza e al Peralba. La voglia di salire qualcuna di queste montagne è tanta, ma per ora il tempo (atmosferico) per i prossimi giorni non sembra essere per nulla d’accordo.

Al luogo prefissato raggiungo i nuovi compagni di viaggio e insieme ci avviamo in pulmino verso nord, verso le montagne. L’ultima luce ci accompagna e ci regala immagini di cime più che mai arcigne e selvagge. L’ultima neve resiste ancora sulle vette più alte e nei ripidi canaloni brillando alla luce della luna. Al buio raggiungiamo il paesino di Forni Avoltri e l’Albergo al Sole, dove siamo accolti calorosamente dalla propietaria Tiziana.

Senza accorgercene ci troviamo con le gambe sotto il tavolo a gustare i piatti della tradizione friulana dai toc’ in Braide, ai cjarsons, alla tagliata di cervo, il tutto accompagnato da qualche buon bicchiere di vino e dai brani cantati per noi dal coro del paese. Stanchi e con la pancia bella piena ci ritiriamo in camera a riposarci: domani ci aspetta una giornata in montagna!!

Sveglia presto e dopo un’abbondante colazione ci dirigiamo in pulmino al Rifugio Tolazzi. Situato nell’area denominata Plan Val di Bos a quota 1370 è la base di tutte le escursioni della zona. Classiche sono le facili salite verso i Rifugi Lambertenghi e Marinelli, al Lago Volaia, ai Monti di Volaia, al Monte Coglians e le ferrate del Sentiero Spinotti, della Parete Nord Coglians e della Creta di Collina. Il nostro obbiettivo di giornata è il Rifugio Lambertenghi e il Passo Volaia con visita ai resti della Grande Guerra.

La salita è piacevole prima lungo una comoda carraia poi su sentiero, costeggiando le vertiginosi pareti del Monte Coglians dove corrono impegnative vie di arrampicata. Il tempo non ci sorride e presto siamo avvolti dalle nuvole basse che ci lasciano intravedere solo qualche scorcio delle montagne circostanti. Nel cammino siamo accompagnati da una simpatica guida locale che ci racconta la ricca storia e la particolare morfologia della valle: dalle battaglie per la conquista del passo alle antiche rocce, tra le più antiche d’Italia, ricche di fossili che si possono trovare girovagando tra i massi ai lati del sentiero.

Salendo di quota la salita si fa “più impegnativa”, i prati verdi e il bosco lasciano spazio alla neve. Affondiamo abbondantemente nella neve fresca e avanziamo faticosamente in un’atmosfera spettrale. La nebbia è così fitta che ci accorgiamo del Rifugio Lambertenghi, solo quando ci sbattiamo il naso contro. Proseguiamo verso il Passo tra gallerie e i ruderi della Grande Guerra.

Il Passo nella grande guerra fu un’ importante crocevia tra Italia e Austria e teatro di alcune battaglie. Oggi soffia un vento freddo da nord e cerchiamo un posto dove ripararci. Purtroppo la neve, qui abbondante, chiude tutti gli ingressi delle gallerie e così dobbiamo tornare al rifugio. Oggi è chiuso, ma riusciamo comunque a ripararci dal vento gelido, mangiare qualcosa e scaldarci con un graditissimo té caldo.

Rifocillati, siamo pronti per la discesa che si rivela tutto sommato più tranquilla e rapida del previsto.

Torniamo in albergo infreddoliti, ma ci riscaldiamo subito con un piacevole the caldo ai frutti di bosco accompagnato da qualche fetta di torta. Concludiamo la giornata alpestre con una bella cena in baita, da Staipo da Canobio, un locale molto caratteristico in un piccolo fienile ristrutturato. La cena segue la tradizione del Friuli accompagnata dalla buonissima birra di Sauris. Da non perdere è il frico, un piatto a base di formaggio e patate (super!).

La domenica la trascorriamo in piacevole visita turistica alla scoperta di alcuni piccoli paesini come Givigliana, un borghetto dimenticato, arroccato sul ripido fianco del Crostis con bella vista sulle cime e valli circostanti tra edifici storici e tocchi moderni, come il campanile interamente affrescato.

A Paularo visitiamo la Mozartina, una casa museo su tre piani che ospita una serie di strumenti musicali perfettamente funzionanti inseriti in una piacevole ricostruzione degli ambienti tipici dell’epoca mozartiana.

Tornati a Tolmezzo il nostro breve viaggio in Carnia giunge così al termine: non prima però di esserci gustati un ultimo piatto di cjarsons. Ad Udine do un’ultima occhiata rassegnata al meteo, l’idea era di rimanere ancora qualche giorno e salire qualche cima. Il tempo però è ancora pessimo e così, a malincuore, caricato il bagaglio in macchina, torno verso casa ripensando ai brevi e intensi momenti trascorsi in Carnia.

Tornerò sicuramente ad arrampicare su qualcuna di queste belle e selvagge montagne.

 

Udine

Udine – Castello

 

Forni Avoltri

Forni Avoltri

 

Cena Albergo al Sole

Cena Albergo al Sole

Cena Albergo al Sole

 

Passo Volaia

Salendo al Passo Volaia

 

Staipo da Canopio

Staipo da Canopio - Cena

Staipo da Canopio – Cena

 

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