È curioso come, quando il maltempo insiste, si sia portati a inseguire ogni finestrella di sereno, a rincorrere ogni possibile schiarita per poi ritrovarsi, inevitabilmente, a vagare nella nebbia. Eppure, quando arriva l’alta pressione e le giornate di sole si susseguono con apparente monotonia, il richiamo delle cime appenniniche sembra farsi più tenue.
Forse è il profumo della primavera: il sole che in pianura scalda come non mai, le giornate che si allungano, la neve che si ritira sempre più in alto e l’inverno che sembra un ricordo lontano. Ma attenzione: l’Appennino non fa sconti. Appena il sole cala la neve rigela in fretta, e lassù è ancora inverno a tutti gli effetti.
CONDIZIONI INVERNALI IN APPENNINO TOSCO-EMILIANO: AGGIORNAMENTO 27 FEBBRAIO 2026
Settimana di sole e temperature sopra la media, ma senza eccessi clamorosi, con importanti sbalzi tra giorno e notte e differenze marcate in funzione della quota. La neve c’è!, mediamente oltre i 1300/1400 metri, con un innevamento che aumenta in modo deciso in due fasce: oltre i 1500 metri e soprattutto oltre i 1800 metri, dove sui pendii sommitali e sulle creste l’accumulo è abbondante e decisamente scenografico, con grandi cornici sul lato emiliano.
Un buon fondo è presente ovunque, ben consolidato sui versanti esposti al sole. All’ombra, invece, sui versanti settentrionali alle quote più elevate, persiste uno strato di neve ventata mai davvero trasformata, insidiosa un po’ per tutti.
Alpinismo, picche e ramponi
Condizioni buone sui percorsi classici. Il rigelo è presente su tutti i versanti. Meglio puntare ai versanti nord e alle salite in ombra, oppure mettere in conto una partenza decisamente anticipata. In quota l’ambiente è notevole, con creste consigliate; attenzione però: la neve tenderà a mollare al sole già nel corso della mattinata.
Scialpinismo
Condizioni decisamente primaverili. L’innevamento è più che buono oltre i 1400/1500 metri. Fondamentale scegliere con attenzione esposizioni e tempistiche della discesa: non è detto che la neve molli all’ombra. Rampant e ramponi obbligatori.
PROSSIMI GIORNI: METEO e BOLLETTINO
Weekend di tempo un po’ così. Purtroppo dopo una settimana decisamente soleggiata il grigio e qualche nuvole insisterà soprattutto domenica quando non si esclude anche qualche goccia sul crinale. Sabato meglio, soprattutto al mattino dove la notte serena garantirà il rigelo (non scontato domenica, nonostante l’arrivo di aria più fredda).
- MeteoMont / BOLLETTINO 27/02/2026
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Nel gruppo facebook Appenninisti: ghiacciatori dell’Appennino Tosco-Emiliano report, info, foto e aggiornamenti.
REPORT: Sassofratto 14 febbraio 2026
Il Vallone dell’Inferno è un luogo sempre magico, a cui siamo profondamente legati. Qui abbiamo ripetuto tante vie, estive e invernali, aperto nuovi itinerari, e tornarci è ogni volta speciale. I progetti non mancano mai e, con la speranza di trovare buone condizioni, partiamo per ultimi (il parcheggio del Passo della Crocetta è straordinariamente pieno), con l’entusiasmo dei giorni migliori e lo zaino carico di materiale.
Al Bivacco Rosario la neve è abbondante, come non si vedeva da tempo, e i pendii sono tirati a lucido. Intuiamo però subito che sul ripido non sarà la giornata giusta: a tratti la neve sui massi all’ombra non è portante, con una crosticina che si sfonda facilmente lasciando spazio a neve morbida sotto.
Le idee si fanno un po’ confuse: versanti ovest della Nuda, ancora in ombra, oppure restare fedeli al piano e dirigerci allo Scalocchio? Scegliamo la seconda opzione. Passiamo sotto The Pirate: sul ripido, a prima vista, è davvero invitante, ma le picche non “addentano” come dovrebbero. Giriamo allora l’angolo ed entriamo nel Settore Inferno.
Qui, sullo scivolo principale, le condizioni sono ottime; salendo però diventano più infide e richiedono lentezza, passi brevi e decisi, e soprattutto la rinuncia a tutto ciò che è più ripido. Usciamo sulla cresta dello Scalocchio, dove troviamo una nutrita compagnia di Appenninisti con cui condividiamo un tratto della traversata. Arrivati sotto il Gendarme, scendiamo per traversare bassi e risalire il Canale del Colletto ovest, seguendo poi la scenografica cresta, con grandi cornici verso La Nuda. La discesa nel vallone, sul versante al sole, su neve morbida, è un piacere che fa solo rimpiangere una splendida discesa con gli sci.
CRONISTORIA INVERNO 2025-2026
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